NOI NON FIRMIAMO L’ACCORDO DI ERMES!
 

La Fabi non firma un accordo pieno di “l’azienda concorda” oppure “si impegna” o ancora “tenuti in considerazione”, con tante “note a verbale”. Una ripetizione delle lettere già diffuse dall’azienda stessa e già riportate in altri nostri comunicati. “L’accordo” non garantisce niente ai colleghi coinvolti e non pone le basi per disciplinare futuri possibili sviluppi e/o implementazioni del modello Ermes su altri settori aziendali, anche se per ora, fortunatamente, non programmati dall’azienda. Un accordo, per dirla in maniera giuridica, fa giurisprudenza. Diventa cioè di riferimento per situazioni similari. E un accordo senza riferimenti temporali precisi, senza riferimenti ad inquadramenti di base con solo un impegno a nominare entro marzo 2006 Coordinatori e Team Leader (e se non vengono nominati cosa è previsto?) senza la formulazione precisa del numero e di chi sono i partecipanti. E’ stata prevista l’istituzione di una “commissione paritetica”, ma a chi serve? Perché una “commissione paritetica” per la quale non sono previste regole precise sul suo funzionamento, sulla sua convocazione e sui suoi partecipanti? Non sarebbe stato meglio continuare con incontri tra l'Azienda e le Organizzazioni Sindacali, incontri che usufruiscono di una sicura normativa di legge già disciplinata?

Come è possibile che ad una persona che coordina 80 persone (Responsabile del CUC) non gli venga riconosciuto il giusto inquadramento (QD3/QD4) negandogli quanto gli spetta di diritto individuando la nuova dicitura “Coordinatore Tecnico” (con inquadramento QD1)? L’unica “concessione” la possibilità di inserire solo nelle note a verbale la richiesta di uno specifico percorso professionale? (ricordiamo ancora una volta che nelle Note a Verbale le Organizzazioni Sindacali possono scrivere quello che vogliono; non si tratta purtroppo di qualcosa che viene concordato e accettato dall’Azienda)

Purtroppo questo accordo lascia la massima libertà di azione all’azienda e nessuna garanzia ai dipendenti.

Ma allora perché tutta questa fretta di firmarlo, se comunque non era tecnicamente propedeutico all’inizio delle trattative per il CIA? Costava davvero fatica prendere uno o due giorni di tempo per consultarsi, in via ufficiosa magari, con le altre sigle sindacali (Fabi, Falcri e Silcea) per valutare un impegno comune, anche se la trattativa sarebbe proseguita su tavoli separati. Sarà mica che nella nota a verbale in calce al documento dove viene evidenziato che “nuove trattative saranno incentrate prevalentemente sul rinnovo del contratti integrativo aziendale”, è celato il vero obiettivo di questa firma frettolosa? Cioè un semplice rinvio che giova solo all’Azienda?

Non è un problema andare a trattare con l'azienda prima o dopo altre sigle, l'importante sarebbe ottenere dei validi accordi condivisi da tutti. Noi in ogni caso continuiamo ad insistere perchè sia possibile iniziare le trattative aziendali per il rinnovo del nostro Contratto Integrativo con un fronte sindacale compatto con il ritorno alla trattativa unitaria. E se oggi la nostra è una voce di dissenso speriamo che domani possa avere peso nella prosecuzione delle trattative sul nostro nuovo contratto integrativo aziendale.

Leggi l'accordo firmato da Fiba e Fisac e NON firmato da Fabi